p 147 .

Paragrafo 1 .  Le premesse alle esplorazioni geografiche.
     
Gli  importanti mutamenti culturali dell'Umanesimo e del Rinascimento,
che   avevano   riportato  l'uomo  al  centro   dell'interesse   degli
intellettuali,  si  erano  sviluppati in  un  lungo  arco  di  secoli,
compiendosi poi nel Cinquecento.
     Cos  fu  anche per le grandi scoperte geografiche: un  complesso
avvenimento  che  proiett il nostro continente verso  mete  ambite  e
sconosciute,  e  che  avrebbe  modificato progressivamente,  a  favore
dell'Europa,  il millenario rapporto di forza con le  altre  zone  del
pianeta. L'intervallo di tempo durante il quale si effettuarono le pi
importanti  esplorazioni,  dalla  scoperta  dell'America  (1492)  alla
circumnavigazione del globo di Magellano (1522), fu molto breve, ma in
realt  fu  il prodotto di una lunga incubazione e di una molteplicit
di fattori.
     E'   indiscutibile  che  la  molla  iniziale  delle  esplorazioni
quattro-cinquecentesche  fu  di  natura  economica:  si  trattava   di
raggiungere  i favolosi paesi delle spezie e dell'oro, evitando,  come
vedremo, la duplice intermediazione del monopolio turco e veneziano.
     Il   reperimento  delle  spezie,  prodotti  indispensabili   alla
conservazione  e  alla aromatizzazione dei cibi, nonch  alla  scienza
medica  del tempo, con i secoli quattordicesimo e quindicesimo si  era
fatto  molto  costoso:  esauritosi il dominio mongolo  su  gran  parte
dell'Asia,  che  permetteva il libero passaggio  ai  mercanti  europei
(vedi  capitolo  Sette,  paragrafo 4), si era  venuto  esercitando  un
completo controllo sul commercio orientale da parte dell'impero turco,
soprattutto  dopo  la presa di Costantinopoli, e da  parte  di  quello
mamelucco  in Egitto e in Siria. Oltrepassata la barriera delle  forze
islamiche, le preziose merci orientali dirette in Europa attraverso il
Mediterraneo  venivano prese in consegna dalle navi  di  Venezia,  che
ormai  aveva  monopolizzato quel commercio, a danno  dei  suoi  rivali
genovesi  ed aragonesi. Per aggirare il doppio ostacolo ed  allacciare
rapporti diretti con i possessori delle materie prime bisognava quindi
tentare  di  arrivare  in India ed in Estremo Oriente  circumnavigando
l'Africa.
     Questa motivazione primaria di natura economica, sentita in  modo
pressante  dagli  avversari  di Venezia,  non  aveva  tuttavia  ancora
condotto  a  risultati concreti. La spedizione dei  fratelli  Vivaldi,
genovesi,  tentata  nella  seconda  met  del  Duecento,  e  destinata
all'esplorazione oceanica in vista dell'acquisizione di nuovi mercati,
era stata un insuccesso: le navi dei Vivaldi,
     
     p 148 .
     
     [Cartina  non riportata: Le scoperte geografiche e la  formazione
degli imperi coloniali (1492-1580)].
     
     p 149 .
     
     inadatte  alla  navigazione  in mare aperto,  non  avevano  fatto
ritorno.
     Nel  corso dei secoli quattordicesimo e quindicesimo, in  seguito
al progressivo mutamento degli itinerari mercantili, vi fu un costante
sforzo  per  adattare  gli  scafi alle rotte  oceaniche,  nelle  quali
bisognava  navigare  spesso  senza  punti  di  riferimento  terrestri,
sfruttando  venti  particolari  e  costanti.  Dall'incontro   fra   le
esperienze nautiche settentrionali e quelle mediterranee nacquero cos
nuovi  tipi  di navi dal bordo alto e rotondeggianti, fornite  di  tre
alberi,  prive di remi, con una variegata velatura adatta ai  venti  e
adeguatamente  armate  di cannoni: la possente  caracca  e  la  veloce
caravella. Con l'introduzione e l'uso di strumenti che affiancarono la
bussola,  come  il  quadrante e l'astrolabio,  si  pot  calcolare  la
posizione  della  nave  rispetto agli astri  e  determinarne  cos  la
latitudine,  liberando i navigatori dal doversi riferire costantemente
agli  approdi  conosciuti.  L'esperienza  della  navigazione  oceanica
consent  ai  marinai di sfruttare venti oceanici  regolari  come  gli
alisei, che soffiano dalle zone di alta pressione costante dei tropici
verso  le  zone di bassa pressione equatoriali, in direzione  nord-est
sud-ovest  nell'emisfero  boreale  e  sud-est  nord-ovest  in   quello
australe.
     Ma chi avrebbe corso il rischio di un'impresa dai grandi costi  e
dall'incerta riuscita, come quella della ricerca per mare dell'India e
della Cina, aggirando l'Africa?
     Un  progetto  cos  impegnativo non poteva essere  realizzato  da
mercanti  o  da  imprenditori,  che  dai  loro  investimenti   avevano
necessit di ricavare profitti immediati, pena il fallimento.
     Soltanto  stati organizzati, affacciati sull'Atlantico  e  quindi
ben  motivati, potevano permettersi di investire denari  e  uomini  in
imprese  delle  quali non si conoscevano n il tempo di realizzazione,
n  l'esito finale. Francia ed Inghilterra erano per impegnate  nella
lunga  e  disastrosa  guerra  dei  Cent'anni  (vedi  capitolo  Undici,
paragrafo  1), che impose poi una faticosa opera di ricostruzione;  la
potenza  olandese era ancora agli albori, e Venezia era ben  assestata
nel Mediterraneo; furono quindi i regni iberici del Portogallo e della
Castiglia, ma soprattutto il primo, appoggiato dai genovesi, a fungere
da  pionieri  dei viaggi atlantici, alla ricerca dell'oro  africano  e
delle spezie dell'India.
